Regione Piemonte, normativa formazione ASO

Piemonte, Deliberazione della Giunta Regionale 1 marzo 2019, n. 25-8490 D.P.C.M. 9 febbraio 2018 – Approvazione dello standard formativo e della disciplina dei corsi di formazione per il profilo professionale dell’assistente di studio odontoiatrico ai sensi dell’art. 1, comma 2, della Legge 1 febbraio 2006, n. 43.

Normativa e riferimenti specifici
– Art. 1, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43; – Accordo sancito tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano del 23 novembre 2017; – DPCM del 9 febbraio 2018 pubblicato in G.U. n. 80 del 6 aprile 2018 “Individuazione del profilo professionale dell’Assistente di studio odontoiatrico. (18A02409)”.

1. Individuazione del profilo
L’assistente di studio odontoiatrico è l’operatore in possesso dell’attestato conseguito a seguito della frequenza di specifico corso di formazione, fatti salvi i casi previsti dall’art. 11 dell’Accordo del 23 novembre 2017, che svolge attività finalizzate all’assistenza dell’odontoiatra e dei professionisti sanitari del settore durante la prestazione clinica, alla predisposizione dell’ambiente e dello strumentario, all’accoglimento dei clienti e alla gestione della segreteria e dei rapporti con i fornitori, così come specificato nell’Allegato 1 dell’Accordo. L’Assistente di studio odontoiatrico non può svolgere alcuna attività di competenza delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie, delle professioni mediche e delle altre professioni sanitarie, per l’accesso alle quali è richiesto il possesso della laurea. Ai sensi dell’Art. 1, comma 2, dell’Accordo del 23 novembre 2017 è fatto assoluto divieto dell’Assistente di studio odontoiatrico di intervenire direttamente sul paziente anche in presenza dell’odontoiatra e dei professionisti sanitari del settore, ovvero di eseguire procedure invasive sul paziente, anche in presenza del medico, come da parere rilasciato dalla Sezione II del Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 12 giugno 2018.

2. Enti formatori
Gli Enti formatori che possono erogare i percorsi di cui alle presenti linee guida devono essere in possesso dell’accreditamento regionale alla formazione (Macrotipologia B) ai sensi della D.G.R. n. 29-3181 del 19/6/2006 e s.m.i.. Gli Enti formatori devono avere laboratori e attrezzature adeguati all’erogazione delle parti pratiche previste dal percorso formativo.

3. Caratteristiche del percorso e obbligo di frequenza
Il percorso, come definito dallo standard formativo, ha una durata di 700 ore, suddivise in 300 ore di teoria ed esercitazioni e 400 ore di tirocinio e non può superare i 12 mesi di formazione. Le ore di teoria possono essere erogate in modalità FAD/e-learning, per un massimo di 70 ore. In tal caso l’agenzia formativa deve essere in possesso della tipologia di accreditamento FAD.

ALLEGATO A
I contenuti dei corsi devono rispettare le indicazioni e l’articolazione del profilo e del percorso di cui all’allegato B.
Per poter accedere all’esame finale è necessario aver frequentato almeno il 90% del percorso formativo. I crediti formativi sono computati ai fini del calcolo delle ore di frequenza come ore di effettiva presenza.
Nel caso in cui l’allievo/a interrompa in itinere il percorso formativo, l’agenzia può rilasciare l’attestato di validazione delle competenze seguendo gli strumenti, i processi e le modalità indicate nel Testo Unico per la certificazione delle competenze e la concessione dei crediti – PARTE A” approvato con D.D. 849 del 18/09/2017. Inoltre, l’agenzia deve rilasciare una dichiarazione con l’indicazione dei contenuti del corso frequentato dall’allievo/a. Tale documentazione può essere utile al fine dell’inserimento con crediti formativi in un successivo percorso formativo.
Nel caso in cui l’allievo/a abbia avuto un numero di assenze superiori al 10% del monte ore complessivo, l’agenzia può concordare con l’interessato degli interventi finalizzati al recupero dei contenuti della parte del percorso formativo non seguito. Tali interventi dovranno essere documentati e conservati ai fini di eventuali controlli, la frequenza agli stessi dovrà essere validata come credito formativo all’interno delle procedure regionali per il riconoscimento dei crediti.

4. Requisiti dei formatori
I docenti del corso devono avere i seguenti requisiti: – Per gli insegnamenti relativi alla competenza 1 “Interagire con le persone assistite, i membri dell’equipe professionale, i fornitori e i collaboratori esterni”, 2 “Allestire spazi e strumentazioni di trattamento odontoiatrico secondo protocolli e procedure standard” e 4 “Trattare la documentazione clinica e amministrativo-contabile”, docenti con esperienza professionale o esperienza didattica complessivamente pari a tre anni maturata negli ultimi cinque anni.

– Per l’insegnamento degli argomenti attinenti alla competenza 3 “Assistere l’odontoiatra”, docenti laureati in ambito medico odontoiatrico iscritti all’ Albo degli Odontoiatri e che non siano stati destinatari di alcun procedimento disciplinare, in possesso di esperienza professionale complessivamente pari almeno a tre anni maturata negli ultimi cinque anni in ambito odontoiatrico per l’insegnamento delle materie attinenti.
– Per la formazione generale e specifica alla salute e sicurezza per i lavoratori, docenti qualificati secondo i criteri approvati con Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 2013, 5. Tirocinio
Nelle strutture presso cui si svolge il tirocinio la supervisione dello stesso è delegata dal responsabile della struttura ad un soggetto (“tutor aziendale”) con esperienza professionale di almeno 3 anni, anche non continuativi, maturata negli ultimi cinque anni nell’esercizio dell’attività lavorativa.
Ai soggetti che si trovano in costanza di lavoro e rientrano in uno dei casi sotto elencati è consentito lo svolgimento del tirocinio, in orario di servizio, nel luogo di lavoro presso cui operano: a) i soggetti che abbiano maturato un’esperienza nello svolgimento di attività di assistente di studio odontoiatrico di almeno un anno consecutivo, negli ultimi 10 anni antecedenti alla data di entrata in vigore del DPCM del 9 febbraio 2018, pubblicato in G.U. n. 80 del 6 aprile 2018, ovvero il 21 aprile 2018; b) i soggetti che alla data di entrata in vigore del citato DPCM si trovano in costanza di lavoro con inquadramento contrattuale di Assistente alla Poltrona e che non posseggono i trentasei mesi di attività lavorativa per l’esenzione della formazione; c) i soggetti che dalla data di entrata in vigore del DPCM del 9 febbraio 2018, pubblicato in G.U. n. 80 del 6 aprile 2018, ovvero il 21 aprile 2018, per un periodo successivo non superiore a 24 mesi, sono assunti come dipendenti con la qualifica contrattuale di Assistente alla poltrona, privi dell’apposita qualifica professionale di Assistente di studio Odontoiatrico (ASO). Pertanto, ai citati soggetti di cui ai punti a), b) e c) lo svolgimento di n. 400 ore di attività lavorativa viene considerato come adempimento all’obbligo di tirocinio.

6. Autorizzazione dei corsi
I corsi dovranno essere autorizzati, riconosciuti o finanziati dalla Regione Piemonte o dalla Città Metropolitana di Torino nell’ambito delle proprie competenze e in riferimento agli indirizzi regionali ex art. 18 della l.r. n. 63/95.

7. Ammissione ai corsi
Per l’accesso al corso di formazione di ASO è richiesto l’adempimento al diritto dovere all’istruzione e formazione professionale ai sensi della normativa vigente. L’accesso ai corsi è, pertanto, subordinato al possesso di una qualifica rilasciata ai sensi del D.Lgs. 206/2005 oppure di un diploma di scuola secondaria di II grado. Chi ha conseguito titoli di studio all’estero deve presentare idonea documentazione che attesti l’equipollenza o l’equivalenza con i titoli citati.
I cittadini stranieri devono dimostrare di possedere una buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta, che consenta la partecipazione attiva al percorso formativo. Tale conoscenza deve essere verificata attraverso un test di ingresso da conservare agli atti del soggetto formatore.
Per coloro i quali si trovano nelle condizioni di cui ai paragrafi 13.2 e 15 punto b), ovvero: – i soggetti che abbiano maturato un’esperienza nello svolgimento di attività di assistente di studio odontoiatrico di almeno un anno consecutivo, negli ultimi 10 anni antecedenti alla data di entrata in vigore del DPCM del 9 febbraio 2018, pubblicato in G.U. n. 80 del 6 aprile 2018, ovvero il 21 aprile 2018; – i soggetti che alla data di entrata in vigore del citato DPCM si trovano in costanza di lavoro con inquadramento contrattuale di Assistente alla Poltrona e che non posseggono i trentasei mesi di attività lavorativa per l’esenzione della formazione il requisito minimo di accesso al corso è il titolo di diploma di licenza conclusiva del primo ciclo di istruzione (terza media).
Ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett a), del D.Lgs 81/2008 “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro” i tirocinanti dei corsi in oggetto, ai fini e per gli effetti delle disposizioni dello stesso D.Lgs., devono essere intesi come lavoratori. Pertanto, l’ammissione al corso è condizionata dal possesso del certificato di idoneità specifica alle mansioni rilasciato dal “Medico competente” dell’A.S.R. competente.

8. Esame finale
La qualifica di Assistente allo studio odontoiatrico è rilasciata previo superamento di apposito esame con una commissione esterna, volto a verificare l’acquisizione di adeguate competenze tecnico professionali previste dal corso. Tale esame consiste nella somministrazione di un questionario e una prova pratica, secondo le indicazioni definite nel percorso standard. Sono considerati idonei i candidati che abbiano ottenuto una valutazione complessiva non inferiore a 60/100.

Accedono all’esame: a) i soggetti che hanno frequentato almeno il 90% delle ore complessive del percorso formativo. I crediti formativi riconosciuti sono computati ai fini del calcolo delle ore di frequenza come ore di effettiva presenza; b) i soggetti che hanno avuto accesso al servizio di individuazione, validazione e certificazione delle competenze secondo le indicazioni di cui al paragrafo 12 e che risultano aver avuto validate in modo completo tutte le competenze del profilo.

9. Commissione d’esame
Con D.G.R. n. 31-2441 del 27 luglio 2011, la Regione Piemonte, in attuazione della legge regionale 13.04.1995 n. 63 e s.m.i., ha introdotto la “Nuova disciplina sulle commissioni esaminatrici”, nel cui ambito rientrano le commissioni di cui al presente atto. Il ruolo di esperto del mondo del lavoro previsto da tale disciplina deve essere ricoperto da un odontoiatra designato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

10. Attestazione finale
In esito al percorso formativo è previsto il rilascio dell’attestato di qualifica, a fronte del superamento dell’esame finale. Gli attestati devono essere conformi ai modelli regionali vigenti.

11. Condizioni di equivalenza per i corsi svolti presso altre Regioni
La Regione Piemonte riconosce la piena equivalenza dei titoli rilasciati da altre Regioni che hanno recepito l’Accordo sancito tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano del 23 novembre 2017. Tali casi non richiedono alcun tipo di valutazione da parte della Regione Piemonte.

12. Casi di esenzione del percorso formativo
Sono esentati dall’obbligo di frequenza del percorso formativo e del relativo esame coloro che alla data del 21 aprile 2018 che definisce l’entrata in vigore del DPCM del 9 febbraio 2018 hanno o hanno avuto l’inquadramento contrattuale di Assistente alla poltrona, e possono documentare un’attività lavorativa, anche svolta e conclusasi in regime di apprendistato, di non meno di trentasei mesi, anche con consecutiva, espletata negli ultimi cinque anni antecedenti l’entrata in vigore del DPCM. Il datore presso il quale il lavoratore presta il servizio è tenuto ad acquisire dal lavoratore stesso la documentazione comprovante il possesso dei requisiti per l’esenzione. Questo accertamento di esenzione viene fatto esclusivamente dal datore di lavoro e non richiede alcuna verifica confermativa da parte della Regione Piemonte.

13. Linee guida riconoscimento crediti
La partecipazione al corso di formazione può prevedere il riconoscimento di crediti formativi. Il riconoscimento dei crediti e la relativa riduzione delle ore di formazione si attuano secondo le disposizioni regionali vigenti. Le indicazioni seguenti sono da considerarsi come una applicazione specifica delle disposizioni regionali in materia di crediti, prevista in caso di formazione regolamentata.

13.1 Riconoscimento dei crediti a seguito di percorsi di acquisizione delle competenze in ambito formale.
Possono essere presi in considerazione ai fini del riconoscimento dei crediti esclusivamente corsi di formazione professionale della durata minima di 80 ore la cui frequenza è documentata, riconosciuti da: – Regione Piemonte; – associazioni di categoria ANDI e AIO; – corsi presso altre Regioni precedenti all’Accordo del 23 novembre 2017 autorizzati

La formazione per la quale vengono riconosciuti i crediti deve essere conclusa da non più di 10 anni antecedenti all’entrata in vigore del DPCM, ovvero il 21 aprile 2018, dal momento in cui viene richiesto il riconoscimento dei crediti, e presentare contenuti documentabili simili e attinenti allo Standard regionale. In coerenza con la disciplina regionale in materia, i crediti formativi possono essere attribuiti esclusivamente da un ente accreditato presso la Regione Piemonte che abbia nel suo organico un addetto alle operazioni di certificazione inserito nel relativo elenco regionale. Poste le condizioni fin qui espresse, il processo per il riconoscimento dei crediti, gli strumenti e le modalità da utilizzare devono attenersi alle prescrizioni del “Testo Unico per la certificazione delle competenze e la concessione dei crediti – PARTE A” approvato con D.D. 849 del 18/09/2017.

13.2 Riconoscimento dei crediti a seguito di individuazione e validazione competenze in ambito non formale.

In coerenza con il Testo Unico per la certificazione delle competenze e la concessione dei crediti – PARTE B” approvato con D.D. 849 del 18/09/2017, la formazione regolamentata può prevedere un servizio di Individuazione Validazione e Certificazione delle competenze se prescritto in apposite linee guida. Pertanto le seguenti indicazioni sono applicate in virtù del principio sopra espresso. Sono ammessi a tali servizi i soggetti che abbiano maturato un’esperienza nello svolgimento di attività di assistente di studio odontoiatrico di almeno un anno consecutivo, negli ultimi 10 anni antecedenti alla data di entrata in vigore del DPCM del 9 febbraio 2018, pubblicato in G.U. n. 80 del 6 aprile 2018, ovvero il 21 aprile 2018. L’individuazione e validazione delle competenze in ambito non formale è effettuata esclusivamente da un ente titolato e inserito nell’elenco regionale relativo, che abbia nel suo organico la figura dell’Esperto in tecniche di certificazione (ETC) e che abbia ottenuto il riconoscimento del percorso formativo di Assistente di studio odontoiatrico. A seguito del processo di individuazione e validazione possono essere riconosciuti un numero di crediti pari al totale delle ore del percorso, con accesso diretto all’esame finale, oppure solo parziali. Qualora l’ente formativo metta a disposizione il servizio di individuazione e validazione delle competenze, dovrà descriverlo all’interno del progetto formativo presentato all’amministrazione

regionale esplicitandone l’eventuale costo. L’indicazione di tale servizio dovrà altresì essere inserito all’interno del campo “Descrizione” del percorso formativo. Il processo è soggetto alla tracciatura attraverso le fasi e i documenti previsti dal Testo Unico per la certificazione delle competenze e la concessione dei crediti – PARTE B” approvato con D.D. 849 del 18/09/2017.

14. Aggiornamento
Per coloro che conseguono l’attestato di qualifica ASO e per i lavoratori esentati di cui al precedente punto 12. è previsto l’obbligo di frequenza di eventi formativi di aggiornamento della durata di almeno 10 ore all’anno. I soggetti formatori abilitati a erogare l’aggiornamento sono agenzie formative accreditate ad erogare corsi di formazione o associazioni di categoria specifica, di datori di lavoro o di lavoratori. L’aggiornamento può essere ottemperato anche per mezzo della partecipazione a convegni e seminari a condizione che essi trattino contenuti specifici all’attività dell’assistente di studio odontoiatrico. Non è necessario comunicare l’inizio del corso né chiedere alla Regione Piemonte l’autorizzazione per realizzare il corso di aggiornamento. I soggetti formatori devono garantire la tracciabilità dell’aggiornamento effettuato attraverso la conservazione della registrazione e firma di presenza delle ore effettuate da ogni partecipante per il quinquennio successivo e rendere disponibile tale documentazione per eventuali controlli. Al termine del corso il soggetto formatore rilascia un attestato di frequenza e profitto proprio, senza i loghi della Regione, in cui vengono citati i seguenti estremi “Aggiornamento Assistente di Studio Odontoiatrico, ai sensi dell’art.2, comma 2, del DPCM del 9 febbraio 2018 pubblicato in G.U. n. 80 del 6 aprile 2018 Individuazione del profilo professionale dell’Assistente di studio odontoiatrico”. L’aggiornamento è consentito in modalità e-learning al massimo per il 70% delle ore. Le 10 ore di aggiornamento non includono la formazione obbligatoria prevista dal D.lgs. 81/08 e s.m.i..

15. Disposizione transitorie In virtù di quanto disposto dall’art. 13, commi 1 e 2, dell’Accordo Stato-Regioni del 23 novembre 2017, così come recepito dal citato DPCM 9 febbraio 2018, si prevede quanto segue.

a) Dalla data di entrata in vigore del DPCM del 9 febbraio 2018, pubblicato in G.U. n. 80 del 6 aprile 2018, ovvero il 21 aprile 2018, per un periodo successivo non superiore a 24 mesi, possono essere assunti dipendenti con la qualifica contrattuale di Assistente alla poltrona, privi dell’apposita qualifica professionale di Assistente di studio Odontoiatrico (ASO), fermo restando: – l’obbligo da parte dei datori di lavoro di provvedere affinché gli stessi acquisiscano l’attestato di qualifica di ASO, entro trentasei mesi dall’assunzione, secondo quanto disposto nel presente atto; – il possesso da parte del lavoratore del requisito di accesso al corso, ovvero il possesso di una qualifica rilasciata ai sensi del D.Lgs 206/2005 oppure di un diploma di scuola secondaria di II grado.

b) Per coloro che alla data di entrata in vigore del citato DPCM si trovano in costanza di lavoro con inquadramento contrattuale di Assistente alla Poltrona e che non posseggono i trentasei mesi di attività lavorativa per l’esenzione della formazione, i datori di lavoro devono provvedere affinché gli stessi conseguano la qualifica professionale di ASO entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore dello stesso DPCM.